PERCHE’ SI’: Ticket to Ride

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CORNICE: Un titolo che è un pilastro; ovunque giochiate, troverete qualcuno che vi cita o suggerisce Ticket To Ride, e per buoni motivi. E’ un introduttivo, davvero quattro regolette abbordabili anche a chi non ha mai saputo dell’esistenza di un gioco da tavolo. E’ però un introduttivo che ha il raffinato pregio di essere sfidante e stuzzicante anche a chi ama giochi di maggior impegno. Per questo lo definisco un sempreverde.

Il motivo è presto detto: ambientazione ferroviaria, si tratta di fare il maggior numero di punti collegando tratte ferroviarie coi propri trenini, su di un tabellone che può raffigurare il Nordamerica, l’Europa o l’Asia. Semplice e grazioso, accattiva sia ragazzi che ragazze (ed è una importantissima leva, per un gioco leggero, predisporre al giusto stato d’animo; colori, grafica, illustrazioni e materiali accattivanti -l’estetica- invogliano chi non segue attivamente i giochi a voler provare…)

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Tutto quel che c’è da sapere è: durante il turno si può scegliere una fra tre azioni.

– Pescare carte treno (servono a mettere i propri treni sulla mappa)

– Giocare i propri treni sulla mappa (scartando le carte corrispondenti precedentemente acquisite)

– Pescare le destinazioni (ossia gli obiettivi di gioco). Più ogni tratta ferroviaria è lunga e più dà punti: chi collega il maggior numero di trenini in un percorso continuo guadagna un bel bonus, e realizzare i propri obiettivi (molto importante) conferisce punti sostanziosi.

PERCHE’ ASSOLUTAMENTE SI’?: Ticket to ride vanta una dinamica che non mi è capitato di vedere spessissimo, soprattutto in giochi così lineari. Ed è questa dinamica a renderlo, nella sua semplicità, davvero profondo: la valutazione e pianificazione degli obiettivi. Qui, gli obiettivi castiganoIn base alla difficoltà essi valgono un tot di punti: se l’obiettivo viene raggiunto si guadagnano quei punti, altrimenti se ne perdono altrettanti! 

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Questo piccolo, geniale accorgimento secondo me è il propulsore del gioco, quello che lo rende sempre tensivo anche agli esperti.

Proprio in funzione di questa pressione del dover scegliere e poi completare gli obiettivi a inizio partita si ha un certo margine di scelta su essi: si pescano tre carte obiettivo e si possono tenerne due o tre. “Riuscirò a completarli tutti e tre? Mi espongo o ne tengo due, in modo da giocare più coperto e prudente?” In partita poi potrò acquisirne di nuovi e cercare di conquistare nuovi punti… ma se lo sviluppo del gioco me lo permetterà. Fermarsi un turno per pescare obiettivi sarà produttivo? Ne avrò il tempo o i miei avversari correranno a chiudere il gioco? 

E poi: inizio a conquistare tratte subito, anche a rischio di svelare i miei piani o aver bisogno presto di fermarmi per raccogliere carte, o aspetto di mettere insieme le carte per aprire a metà partita? Se però un altro giocatore conquista una tratta che mi serve, per compensare dovrò fare il giro largo…

Poche semplici domande che richiedono di gestire molto bene il timing, in un gioco dalle regole estremamente lineari. Ticket to Ride ancora oggi fa una gran figura nel rappresentare il mondo dei giochi da tavolo.

In conclusione: Ticket to ride è semplice, intrigante, conquista i neofiti con la sua linearità ma stimola anche i più svezzati a assaporarne meglio il meccanismo, migliorando la loro stessa performance o adattandosi al nuovo contesto (diversi giocatori, mappa più o meno occupata e quindi interferenze differenti). Nella sua semplicità è un gioco che pone davanti a davvero parecchie domande, tutte molto stimolanti.

Ticket to Ride, di Alan R. Moon: 2-5 giocatori, fila liscio liscio in ogni caso. 

Durata: un’ oretta circa

Prezzo: 40 – 45 euro ca, per le scatole con la mappa USA o Europa (le più diffuse). Si aggiungono diverse scatole con altre mappe e regole e una lussuosa edizione anniversario che si aggira intorno agli 80 euro (meritatissimi, a mio avviso). ATTENZIONE, se acquistate l’edizione anniversario dovete stampare e includere nella scatola il mini regolamento di Ticket to Ride – America 1910 direttamente dal web (reperibile su La Tana dei Goblin)

Esiste anche la versione app su android, che vi permetterà di giocare parecchio sulla mappa America con tutte le sue configurazioni, e con le mappe aggiuntive Europa, Svizzera, Asia, India, Paesi Nordici, Germania, Regno Unito. L’interfaccia è estremamente chiara, intuitiva e conferma la cura dell’editrice Days of Wonder anche nella versione digitale. Grazie ad essa, con una dozzina di euro vi portate a casa tutte le mappe e le configurazioni suddette, garantendovi parecchie possibilità di gioco (una partita digitale una volta preso il via può anche durare venti minuti) e tanta pratica di questo titolo che è un pilastro nel gioco da tavolo moderno.

A CHI E’ ADATTO: Ttr è adatto davvero a tutti, a chi vuole curiosare nel mondo dei giochi da tavolo autonomamente, a chi vuole un titolo da proporre ad amici e persone che non conoscono il mercato e l’editoria dei giochi da tavolo moderni, e anche a giocatori navigati che ogni tanto si concedono di tirar fuori una pietra miliare, breve, coinvolgente e davvero ben riuscita.

In questo articolo approfondiamo varie espansioni di Ticket to Ride, osservando come gioco e strategie cambino di conseguenza.

Qui un approfondimento strategico iniziale (dalla Tana dei Goblin)

Intervista ad un campione italiano di Ticket to Ride, con alcuni consigli (Marco Pellini su Gioconomicon).

Report del campionato nazionale 2014, con alcuni approfondimenti e considerazioni. (Approfondimento di Marco Pellini sul sito di Asterion Press)

Ale Friend

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4 pensieri su “PERCHE’ SI’: Ticket to Ride

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