PERCHE’ SI’ : Coloni di Catan

Quando ci troviamo di fronte a un evergreen, una pietra miliare e quasi una istituzione come i Coloni di Catan nel mondo ludico viene da chiedersi; “ma cosa altro ci sarà bisogno di dire?”

ColoniDiCatan

Praticamente il gioco che ha lanciato in tutto il mondo lo “stile” tedesco, legato ai giochi di durata contenuta, snelli e con regolamenti non puntigliosi, una forte impronta gestionale e una ridotta componente aleatoria. Se siete gamer, tutto questo lo sapete già.

Se invece state entrando nel mondo dei boardgame, potreste ancora non conoscere questo capolavoro. Naturalmente ne avrete sentito parlare da tutto e tutti, quindi nessuna dimostrazione ulteriore richiesta. Vediamo quindi che cosa troverete e che cosa aspettarvi dai Coloni di Catan.

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Questo gioco vede i giocatori sfidarsi nella colonizzazione di un’isola. Su di essa sono presenti territori di diverso tipo, ciascuno dei quali produrrà una risorsa diversa (argilla, pietra, legno, grano, lana). Queste risorse in diverse combinazioni serviranno a costruire strade, nuove colonie, città, o acquistare carte sviluppo con ulteriori effetti. 

Ma nessuno gioca per sé, in questo titolo. La produzione dei territori è legata ai dadi, che determinano ogni turno quali territori producono e quali no. Molto spesso però (con il 7, il risultato matematicamente più frequente tirando 2 dadi da 6) agirà il brigante, un elemento di disturbo che blocca la produttività dei terreni e può sottrarre risorse ai giocatori. A questo si aggiunga la possibilità da parte dei giocatori di commerciare fra di loro e si avranno messo insieme gli ingredienti che rendono il gioco straordinariamente coinvolgente.

PERCHE’ SI’?: 

Catan è semplice e scorrevole. I primi turni si giocano in un minuto ciascuno, e cresce progressivamente durante la partita la voglia di fare un altro turno ancora. Alla fine diventa una droga, come le ciliegie o le patatine.

Il tasso di interazione è molto alto. Ogni turno i giocatori possono commerciare, a tassi più o meno equi secondo le forze in campo. In aggiunta, i movimenti del brigante e alcune carte sviluppo permettono di mettersi a vicenda i bastoni fra le ruote.

– Il coinvolgimento è continuo: espediente geniale a livello di game design, perché azzera i tempi morti. I giocatori infatti, a seconda dei risultati dei dadi, producono risorse anche nei turni degli altri giocatori, e possono essere parte attiva nel commercio con i compagni di gioco. Dunque non ci si trova quasi mai a far nulla.

– Richiede flessibilità e un pizzico di scommessa: non è un gioco che permette strategie a lungo termine, in quanto non si possono sapere prima i terreni che produrranno durante il turno. Tuttavia, il gioco offre diversi accorgimenti che è possibile imbrigliare per “fare il giro lungo“, puntando un poco sulla propria fortuna e flessibilità – con grande spirito di sfida e grande godimento quando i propri piani ingranano: 1) Si può commerciare con gli amici, ma anche con la banca neutrale, talvolta con trattamenti privilegiati (il possesso dei porti). 2) Si può andare alla ricerca di una carta sviluppo che ci aiuti a ottenere il risultato desiderato. 3) Si possono procacciare punti extra avendo giocato il maggior numero di strade concatenate o il maggior numero di carte cavaliere. 

Un gioco semplice, divertente, ricco di colpi di scena e che offre sempre una strada da battere quando le cose non vanno come dovrebbero, in attesa magari di una rimonta entusiasmante…

Catan, di Klaus Teuber: 3-4 giocatori (5-6 con una apposita espansione)

Durata: 60-90 minuti (dilatati dalle espansioni)

Complessità: minima. E’ un german di punta della categoria introduttivi. Nota solo che la seconda espansione Città e Cavalieri ne aumenta la complessità facendone un gioco di livello intermedio, valida dunque per chi già ama il gioco base e vuole faticare di più per una vittoria.

Prezzo: 35 euro circa, altrettanti per Città e Cavalieri e una trentina per i Marinai. Consigliatissimi i bundle che fanno risparmiare un po’ di soldi e finiscono con l’essere giocati da cima a fondo.  

Link al video tutorial di Alkyla – Tocca a te

Naturalmente di Catan è stata realizzata la versione app per Android. Con una decina di euro vi portate a casa gioco base, Marinai e Città e Cavalieri. Da quel momento, dovrete riattaccare lo smartphone alla corrente più di una volta al giorno: il gioco ha un’additività assurda (cioè avrete una voglia enorme di tirare una partita dopo l’altra), e è un’occasione in più per giocare e consumare a fondo questo titolo che ha cambiato il mondo dei giochi da tavolo.

 

 

IN TERMINI TECNICI

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German introduttivo con una vaga ambientazione coloniale e meccaniche di gestione risorse, creazione percorsi e commercio. E’ infatti importantissimo scegliere buone posizioni di partenza, che determineranno quali risorse produrremo, e poi gestire quelle risorse. Quali scambiare e quando, cosa costruire e cosa conservare per cercare un colpaccio, e come cercare di diventare sempre più produttivi nel corso del gioco. Le risorse possono essere scambiate con la banca, con gli altri giocatori o reinvestite in diverse costruzioni, dandoci molte opzioni da valutare e scegliere.

Il commercio non è dettato da regole: quando scambiano risorse fra di loro, i giocatori lasciano tutto alla propria capacità di negoziazione in quel momento, creando dunque un ambiente di discussione spontaneo e non regolamentato. 

Il piazzamento delle strade su mappa permette di sviluppare la propria rete di colonie e andare a conquistare le posizioni nevralgiche sull’isola, e se ben fatto può garantire punti extra attraverso il percorso continuo più lungo.

Qui un approfondimento strategico personale e uno dal sito La tana dei goblin.

DEDICHIAMO ORA ALCUNE PAROLE ALLE ESPANSIONI. 

Vale la pena? e perché averle?

MARINAI

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Marinai è una espansione leggera. Introduce più che altro un paio di nuove regole ma incrementa di tantissimo la variabilità geografica e di scenari nelle partite. Ora abbiamo dunque la possibilità di costruire navi e partire alla conquista di nuove isole. 

Le mappe rappresenteranno ora un arcipelago di isolette, ora un’isola maggiore con alcuni territori da conquistare in mare, ora mari avvolti nella nebbia da esplorare a vista.

Le nuove regole aggiunte sono sostanzialmente la costruzione delle navi (con una nuova combinazione di risorse che modifica dunque la rilevanza delle risorse in gioco), il pirata (ossia il brigante dei mari), e alcuni punti bonus e terreni speciali che è possibile conquistare nelle isole minori. Nulla che non si sia praticamente già imparato già alla sola spiegazione.

Marinai, infatti, non nasce come espansione ma come parte integrante del gioco base. Chiaramente dunque il flavor di gioco resta quasi inalterato rispetto al base, si hanno solo più strade da percorrere e più modi di ampliarsi, far punti e spendere risorse. Fa dunque venir voglia di salpare all’avventura e godersi cosa succede, con tutta la leggerezza e l’amabilità dei Coloni di Catan.

Marinai non aggiunge nuove meccaniche a Catan, solo altri equilibri.

CITTA’ E CAVALIERI

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Decisamente più corposa ed ambiziosa questa espansione, che aggiunge tantissimo nuovo materiale e sposta di molto il focus della partita. Come da titolo, al Catan tradizionale aggiungiamo due aspetti:

Cavalieri da sviluppare e mantenere attivi, che costituiranno la nostra forza militare. Grazie ad essi ci opporremo alle invasioni barbariche che ciclicamente approderanno sull’isola.

Le Città, che andranno sviluppate investendo nuove e rare risorse. Ogni città, al costo di sostanziosi sforzi, potrà essere sviluppata nei tre rami del Commercio, Politica e Scienza. Ciascuno di questi rami ci permetterà di accedere sempre più spesso a nuove carte sviluppo estremamente potenti e influenti sulla partita.

Il normale gioco di Catan, abbastanza aleatorio ma comunque gentile, diventa ora piuttosto stretto. I cavalieri per essere tenuti in forze richiedono frequentemente spese di risorse, e le città nel loro progredire diventano sempre più dispendiose. Più vengono sviluppate, più turni di attenzione ci vorranno per svilupparle di nuovo ma gli effetti di cui si beneficerà saranno potenti e non trascurabili.

Ogni turno, oltre ai dadi di produzione, si lancia un dado aggiuntivo che può determinare due esiti: 1) l’acquisto da parte di chi ha una città sufficientemente sviluppata di una carta del ramo corrispondente oppure 2) l’avanzamento di un passo della nave dei barbari che si avvicina a Catan. 

All’arrivo di ogni orda barbarica, le forze unite dei giocatori determineranno le difese da noi contrapposte. Riuscire a respingere i barbari garantirà al più battagliero dei condottieri punti vittoria extra, mentre il non riuscire a difendersi adeguatamente comporterà la distruzione della città meno difesa.

Il Flavor di questo Città e Cavalieri è dunque ben diverso. Non c’è più quell’atmosfera rilassata del primo Catan. Non c’è più spazio per tutto: il gioco ci mette alle strette e ci chiede di seguire contemporaneamente tante cose, dalla produzione di risorse, allo sviluppo interno delle città e lo sviluppo militare, il tutto scandito dai continui countdown per l’arrivo della prossima orda.

Alterna inoltre ai momenti di cooperazione contro i barbari la lotta serrata per le carte sviluppo e la crescita nei tre rami. Catan Città e Cavalieri diventa un gioco di audacia, padronanza di sé e pazienza in cui non è più garantito di “aver tutto sotto controllo.”

Va detto che, avendo ancora i dadi a sancire ciò che nel turno è acquistabile in termini di risorse e carte, l’alea è presente e questo ci solleva dal caricare tutta questa pianificazione sulla nostra mente. Di conseguenza ci troviamo davanti ad un titolo impegnativo, ma non bruciacervelli. Prima di aver tirato il dado e pescato le eventuali carte, in realtà, non si può sapere quali direzioni prenderà il turno.

Dilata abbastanza i tempi di gioco, ma è veramente consigliato agli appassionati perché è una di quelle espansioni che non si limita ad aggiungere ulteriori cose. Città e Cavalieri introduce davvero una nuova dimensione di gioco.

ELEMENTI aggiunti dall’espansione: tema di civilizzazione, con parziale cooperazione nell’affrontare i barbari (anche se questa può venir meno per scopi personali nel danneggiare altri giocatori) e un incremento nella complessità del gestione risorse. In questa forma Catan diventa un peso medio di circa un’ora e mezza

Ale Friend

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3 pensieri su “PERCHE’ SI’ : Coloni di Catan

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