PERCHE’ SI’: King of Tokyo

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aka Mostri giganti che si picchiano per dimostrare chi è il più grosso, King of Tokyo è una divertentissima creazione di Richard Garfield. 

Tipo l’uomo che ha creato Magic: the gathering… Insomma, uno che per molti di noi ha avuto il suo ruolo lungo l’adolescenza.

In questo esilarante boardgame, i megamostri più infuriati sono tutti in rissa proprio nella capitale giapponese!… Ah, quindi succede sempre così?

Beh se tutti i mostri si sono dati appuntamento a Tokyo per portare fiamme e devastazione, non vedo perché proprio IO dovrei andarci in silenzio!

Ciascun giocatore interpreta un mostro, rappresentato da una pedina in cartoncino imbasettata e bella grossa e da una scheda, che ne traccia i Punti Vita (cuori) e i Punti Vittoria (stelle). I giocatori, a turno lanciano i mega-mostro-dadi, che permettono di scegliere fra più opzioni: ogni faccia cuore, ci cura una vita; fulmine, guadagniamo cubetti energia con cui comprare le carte potere; zampata, tiriamo un bel ceffone al (o ai) mostri nemici. Altre tre facce dei dadi sono numeriche, e permettono di guadagnare punti vittoria. Si vince per eliminazione avversari o per massimo raggiunto dei punti vittoria.

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Mi stai dicendo che in un gioco american dadoso pieno di botte e mostri giganti posso giocare alla tedesca, stare al sicuro e produrre punti vittoria senza cercare il conflitto?… Beh, a volte è anche possibile, ma E’ MOLTO MENO EPICO! 

Va detto che le azioni non sono interamente dettate dal caso. Lanciati i 6 dadi infatti, possiamo metterne da parte alcuni, rilanciare i restanti una volta, ed eventualmente metterne via degli altri per fare un secondo e ultimo rilancio. Quindi possiamo andare a cercare col nostro mostro i risultati desiderati… la sorte poi ci metterà del suo.

Questo è il grosso del turno che giocheremo: ma l’esperienza di gioco?

Con King of Tokyo è bella piena, ambientata e divertente… vediamo perché:

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  • Botte da orbi: i mostri fuori Tokyo (sul tavolo) picchiano ciascuno il mostro dentro Tokyo (sul tabellone)e devono cercare di fargli abbastanza male da spingerlo a cedere il passo, guadagnando così punti vittoria. Il mostro dentro Tokyo colpisce contemporaneamente tutti i mostri fuori Tokyo, e guadagna punti vittoria ogni turno che resiste al fuoco incrociato di tutti i nemici. Il problema è che dentro Tokyo non ci si può curare!… Resistere… azzardare e esporsi? Oppure restare lucidi e tornare dopo aver affilato gli artigli? Questa è la domanda cardine dei giocatori che si trovano dentro la capitale messa a ferro e fuoco. In cui, inutile a dirsi, la rissa è colossale.
  • Sono un mostro gigante, so fare il mio lavoro: ci si può concentrare sugli attacchi e i cuori, in modo da danneggiare il più possibile e provocare continui spostamenti fra dentro e fuori Tokyo, ma si possono anche cercare punti vittoria e carte potere, che offrono poteri di tutti i tipi; danni ad area, guarigioni accelerate, influenze sul lancio dei dadi, malus agli avversari. Molte di queste carte sono appetibili (magari al costo di 4 o 5 energie per le prime carte sostanziose) e ciascun mostro ha anche la possibilità di far scartare tutte e 3 le carte acquistabili rimpiazzandole dal mazzo con appena due cubetti energia, magari a fine turno giusti giusti per sottrarle al prossimo giocatore che già si stava esaltando del prossimo acquisto. I mostri sanno che per sopravvivere devi indebolire il tuo nemico. 
  • Se hai dura la pellaccia, scommetti: Il lancio dei dadi è un moderato esempio di scommessa: ossia puoi andare avanti incitando la fortuna, ma in certi casi ti esponi e ci rimetti. Perché? Il terzo lancio non è più modificabile; ad esempio potrei rilanciare due dadi, cercando magari un tris di numeri per fare punti vittoria e rinunciando a cuori e energie che potevo tenere. Se il risultato dei dadi sono numeri misti, mi trovo con 2 dadi inutilizzati. E’ un rischio che a volte ci si deve prendere. O più frequentemente, quando si sta a poca vita e quindi NON si vuole entrare dentro Tokyo, occorre non attaccare per impedire che il mostro dentro Tokyo ci ceda il passo e ci faccia trovare in mezzo ai guai. Proprio in questo caso, se il primo rilancio ci presenta un risultato zampa, dobbiamo rilanciare quel dado: se otteniamo di nuovo una zampa, non avremo modo di impedire l’attacco e l’avversario ne approfitterà per tirarci in mezzo. Ma se riusciamo a evitare le zampe, sarà lui a soccombere gradualmente e inesorabilmente ai colpi furiosi degli altri nemici! Come dice il vecchio precetto cinese: “guardare due tigri dalla montagna.” E, garantisco, dà una soddisfazione ESAGERATA!

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King of Tokyo dunque, si caratterizza come un eccellente gioco aperitivo: cattura, esprime ambientazione e diverte. Inoltre la durata non è elevata: in due, siamo riusciti a fare 3 partite in 40 minuti. Certo, giocando in più potrebbe allungarsi, come potrebbe se alcuni giocatori scegliessero una strategia conservativa (riducendo gli attacchi al minimo, puntando su punti vittoria e carte). Qui i dadi contribuiscono a determinare la durata della partita, che però se giocata col giusto spirito caciarone e rissoso non dura mai troppo. E va detto che a volte piovono tante e tali di quelle mazzate che giocatori apparentemente al sicuro vanno k.o. in men che non si dica. Anche in questo senso, il godimento e le sorprese sono assicurate.

Ultima strizzatina d’occhio da considerare sono le carte. Illustrate spassosamente, con quel tipico humour americano alternano scene epiche di mostri torreggianti a cliché assurdi dei film: non posso non menzionare; “il mostro è morto… MA AVEVA UN FIGLIO!” “Così lo stiamo solo rendendo più forte!” o “Lanciare un treno sui nemici.

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PERCHE’ SI’: King of Tokyo è uno di quei giochi che pur senza prendersi troppo sul serio e restando giocoso ti fa salire la scimmia. Di certo non è il gioco che si rifà ad ogni serata per esplorarne le strategie, però se vi piace l’idea di un qualcosa di caciarone e mostruoso non gli direte mai di no. E non escludo che partano più partite in una giornata, stuzzicante com’è.

King of Tokyo, di Richard Garfield, 2-6 giocatori

Durata: 20-40 minuti

Prezzo: 35 euro circa. Da menzionare l’interessantissima espansione PowerUp (20 euro circa)che aggiunge un nuovo mostro ma soprattutto introduce per ciascun mostro delle capacità speciali acquisibili in gioco, creando in questo modo dei veri e propri personaggi/mostro con gameplay e strategie tutte differenti fra loro. Eccellente per chi avendo giocato parecchio il gioco base desidera dargli una grande aggiunta in termini di longevità.

qui link alla video recensione di TeOoh

IN TERMINI TECNICI

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Filler  ( gioco breve e spensierato di circa una mezz’oracon meccaniche di gestione dadi  (lancio i dadi e poi scelgo come utilizzarli e se rilanciarli) e un leggero livello di scommessa (push your luck) nel cercare i risultati desiderati. Si possono anche comprare e giocare carte, che a seconda della partita possono assumere un ruolo centrale oppure marginale. Le meccaniche sono in questo gioco un aspetto quasi relativo, il grosso del divertimento è dato dall’idea di gioco, dall’atmosfera che ne nasce e dall’efficacia con cui è realizzato!

Anche questo un gioco validissimo sia per bambini che per bambini grandi 🙂

Ale Friend

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2 pensieri su “PERCHE’ SI’: King of Tokyo

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