PERCHE’ SI’: Abalone

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Oggi parliamo di un Giocone, stavolta nella forma di un astratto da 2 giocatori. ABALONE è un titolo con una doppia validità, analogamente al già trattato Hivein comune col famoso titolo sugli insetti ha la totale astrattezza deterministica e la forte impronta spaziale/geometrica. La cosa più importante però è la sua doppia natura come gioco. Si può proporre a dei neofiti come scoperta piacevole intorno alla mezz’ora, ma se i giocatori sono abili si trasforma in una sfida di cervelli totale, impegnativa e gratificante!

Attenzione che anche qui, essendo un astratto ad alea zero, il giocatore più esperto batte il meno esperto, per cui come con Hive e Tash-Kalar proponetelo a giocatori di abilità paragonabile alla vostra, in altri casi siate disposti a giocare facendo un po’ di mentoring, magari eseguendo qualche piccola mossa subottimale per far fare esperienza al vostro partner, senza serrare troppo la morsa sulla  sua strategia. (Non sto dicendo “non giocate per vincere.Giocate per vincere, ma come il buon maestro di arti marziali, ogni tanto inserite un buco nella guardia per dare al partner la possibilità di infilarvisi.)

Anche qui cosa meravigliosa sarebbe prenderlo insieme da neofiti e giocarlo insieme, crescendo l’un con l’altro, ma lascio a voi e alle vostre abitudini di gioco la scelta sulle modalità di proposta. Ora, chiuse le premesse metodologiche, iniziamo a scoprire il gioco!

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La scatola in questione (ne esistono altre versioni), non è un vero parallelepipedo (vabbè non è rettangolare…), ha un dorso alto e uno basso, il che significa che il coperchio risulta inclinato. Il contenuto invece è ben collocato, e dà quel senso di eleganza che è proprio a questo genere di giochi (ricordiamo che può far bella figura in una vetrina o su uno scaffale come elemento di arredo). Abbiamo lo slot per la plancia (“Abaloniera”) e per le biglie bianche e nere, davvero piacevoli da vedere e soprattutto da spostare e toccare. Dai primi istanti Abalone si conferma uno di quei giochi che spinge tanto anche sulla soddisfazione tattile e uditiva, oltre che visiva. Provare per credere.

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Lo schieramento iniziale è abbastanza affine agli scacchi. Le biglie si fronteggiano riempiendo le due file di fondo, e una “prima linea” di 3 pezzi si espone centralmente. Sull’abaloniera, ciascun foro di appoggio per le biglie è circondato da 6 canali disposti a esagono (ben visibili nelle varie foto). Dunque ogni posizione offre potenzialmente sei direzioni in cui muoversi.

A far da cornice al campo di battaglia c’è un canale, dove giaceranno le biglie spinte fuori dalla plancia. Scopo del gioco è appunto spinger via 6 biglie del colore nemico, e stavolta l’apertura sta al nero.

Noi, dopo diverse partite, ci chiediamo ancora se la vera vendibilità del gioco non sia dare le schicchere alle biglie nel canale e far partire i trenini che nemmeno alle elementari…

REGOLE DI MOVIMENTO

Le biglie possono essere mosse, da sole o in determinati gruppi, in una delle 6 direzioni di un solo passo. Una biglia sola è una “monade libera”, potendosi muovere ovunque abbia campo libero, mentre i gruppi sono soggetti ad alcune regole.

  • 2 o 3 biglie in linea possono muoversi insieme in una unica direzione, sempre di un solo passo lungo la stessa linea (a mo’ di trenino)

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  • 2 o 3 biglie in linea possono muoversi ciascuna di un passo nella stessa direzione lungo linee parallele. (“come 3 granchi in fila…”)

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E’ possibile spostare file di biglie, a prescindere che queste siano disposte in orizzontale, diagonale o in qualsiasi verso. Ciò significa che 3 biglie in fila possono essere spostate in un turno solo, mentre 3 biglie a triangolo richiedono almeno 2 turni (una fila da 2 + la biglia spaiata).

  • E’ anche possibile scomporre una fila in sottogruppi. Che sia per una spinta o per movimenti liberi, è possibile spostare solo 2 delle biglie in una fila da 3 o più. In nessun caso si può spostare una fila da più di 3 biglie. Dunque una linea da 5 andrà scomposta in sottogruppi… se la linea resta intatta abbastanza!

SPINTE: 

Un gruppo di biglie può spingere indietro un gruppo avversario se di numero inferiore. Il pareggio di unità comporta uno stallo (come negli scacchi, pedone di fronte a pedone). L’unità massima considerata in gioco è la linea da 3, per cui 5 biglie bianche contro 3 nere è comunque un pareggio 3 vs 3. I tipi di spinte possono dunque essere: 3 vs 2; 3 vs 1; 2 vs 1

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Queste sono TUTTE le regole di Abalone. Decisamente più profonde però sono le implicazioni, date dalla natura spaziale geometrica del gioco (e qui, richiamo in causa quei capolavori di Hive e Tash-kalar, spero ricordiate e soprattutto abbiate provato!)

Ritoccando una grafica dal web, è possibile farsi una idea: qui il bianco si presenta in una posizione decisamente migliore, avendo diverse linee di spinta aperte.

Il gruppo può spingere il gruppo B per 3vs2. Il gruppo può spingere il sempre per 3v2; il gruppo può spingere per intero il gruppo F per 3v2, oppure la sola F2 può essere spinta dal gruppo G per 2v1. Se il turno è al bianco, egli potrà decidere che strategie sviluppare considerando che gli spostamenti delle file creeranno nuove file, a loro volta pronte ad affondare di nuovo nelle schiere avversarie o a fargli muro.

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Abalone dunque è una complessa, elegante e oliatissima catena di azioni/reazioni, in cui ogni azione apre a più sviluppi possibili, esattamente come ogni posizione (foro) apre a 6 diverse direzioni. Spiegare le dinamiche a parole può risultare complesso, ma tale è l’ergonomicità dei componenti che avendolo fra le mani si coglie subito l’antifona, anche perché grazie ai canali le biglie si spostano da sole e spingere quelle avversarie viene profondamente intuitivo e scorrevole.

Se volete farvi una idea coi vostri occhi, questo brevissimo video di due minuti e mezzo vi darà una percezione molto più chiara dei movimenti base e di cosa vi aspetta.

ANDIAMO ORA AD APPROFONDIRE L’ESPERIENZA DI GIOCO

I primi turni, saranno di familiarizzazione dei movimenti, e la prima partita servirà a far capire le dinamiche attive. Già dalla prima alla seconda partita abbiamo notato un significativo cambiamento nei movimenti dei nostri gruppi, e dopo diverse partite e problemi in versione digitale, in Abalone continuo ad apprendere. E’ uno di quei giochi che ha tanto da dire nel tempo: facile da imparare, difficile da padroneggiare, longevissimo, non ha quella ripidità nella curva di apprendimento che si evidenzia in alcuni titoli massicci. Più in linea con lo zen dei giochi astratti, Abalone è una costante e progressiva camminata in un percorso di miglioramento. Non si può dire che si faccia un gran fatica (come coi giochi hardcore), ma neppure che possa essere preso alla leggera. E’ impegnativo, ma resta sempre accessibile e gratificante (e una partita non dura molto quindi si riesce a intavolare senza grosse difficoltà)…

Già dopo breve tempo entriamo appieno in questa esperienza di gioco. Spingo quella biglia? Se lo faccio lui spezzerà la mia fila? O altre unità da disporre in modo da condurlo in trappola? O modo di muovere le mie unità in modo da sfuggire ai suoi tentativi di intrappolamento?

Da buon (anzi ottimo) astratto a turni il flusso di gioco va spesso a ondate, con momenti di offensiva alternati a momenti in cui ci si deve chiudere in difesa, e un solo turno a disposizione quando vorremmo sia attaccare che difendere in un solo tempo! 

Proprio queste ondate sono quelle che permettono alla lucidità, alla capacità di focus di emergere, intercettando le occasioni per volgerle a proprio vantaggio. E a questo livello di profondità il gioco è una esperienza davvero gratificante, in quanto la giusta lettura della situazione premia con la vittoria!

Ci sono poi due principi che sono il cardine con cui si padroneggia e si costruisce il gioco:

il principio di Maggioranza e il principio di Traiettoria, che rappresenterei con due formule: “L’unione fa la forza” e “Il Cuneo

L’unione fa la forza significa semplicemente applicare le regole esplicite. File più grandi spingono via file più piccole. Dunque bisogna avere la maggioranza sulle file, ma anche biglie di rimpiazzo per le stesse file, in modo che fare un passo in avanti non mi lasci sguarnito sul fianco. Dunque cercherò di avere sempre intorno a me altre biglie che mi diano man forte, impedendo al mio avversario di affondare dai lati nei miei ranghi.

Dunque in Abalone, si vince gestendo bene i gruppi. La coesione è forza, mentre la dispersione è come corrente del mare che si infrange sugli scogli e viene sparsa ai quattro venti.

Può sembrare enfasi letteraria, ma le 6 direzioni nel gioco permettono realmente di disperdere le biglie in modo da renderle impotenti e in balia delle spinte avversarie, come un corpo morto in acqua.

Il cuneo invece comporta che i gruppi di biglie devono avere la punta rivolta verso le biglie avversarie, tenendo aperte svariate traiettorie in cui è possibile spingere i gruppi avversari in modo da romperne la coesione.

In questa foto quali traiettorie di spinta aperte ha il bianco? E quali il nero? 

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Infatti, il nero è in maggioranza ma non ha “punte” attive verso il bianco e avrebbe forza di spinta solo lateralmente, dove non c’è nessuno.

Dal canto suo il bianco ha un cuneo compatto, che gli offre la possibilità di affondare avanzando sia a sinistra che a destra… Di nuovo l’importanza delle 6 direzioni!

Il buon giocatore di Abalone dunque avrà il compito di bilanciare le azioni offensive con le azioni di compattamento delle proprie forze, perché l’efficacia dei propri gruppi è esponenziale rispetto al numero di biglie che lo formano.

Un gruppo grande e ben formato offrirà tante possibilità di azione, mentre riducendosi ci darà l’impressione di combattere con in mano un pugno di sabbia.

Abalone dunque è un gioco adatto a chi ama ragionare, migliorare costantemente e prendere in mano le redini della partita. Non è incline a paralisi da analisi eccessive (si ragiona, ma spesso certe cose si possono o non si possono fare) per cui può essere intavolato senza troppo peso. E’ elegante, profondo, e appetibile anche per staccare da un qualcosa di più massiccio.

Recensione su La tana dei goblin

Abalone, di Michel Lalet Laurent Levi, per 2 giocatori. Disponibile in varie edizioni fra 25 e 30€, appetibile a tutti, adattissimo agli amanti degli astratti.

UN PAIO DI SPUNTI

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Ho scoperto su wikipedia che esistono queste varianti (rispettivamente tedesca e belga) per lo schieramento iniziale. Le trovo estremamente affascinanti, pur non avendole ancora provate, anche se le vedo decisamente più tagliate a giocatori abili. Provatele se volete, considerando che gestire gruppi piccoli è decisamente più difficile, rendendo dunque il compito di riunirli ancor più sfidante!

Infine una menzione va assolutamente fatta alla versione app di questo gioco su Android! Anzi, ne esistono due versioni; una free e una a pagamento (siamo sull’ordine dei 3 euro…)

La versione a pagamento permette di giocare online e offline con AI anche impegnative da battere, mentre la versione free ci chiederà di risolvere dei problemi molto simili a quelli che vengono proposti studiando gli scacchi. E un encomio va proprio a questa versione free.

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A tutt’ora possiamo affrontare due livelli ciascuno dei quali contenente dieci quadri. Ogni quadro ci chiede di conquistare di solito una o due biglie nemiche, con AI variabile, partendo da situazioni assolutamente anomale. Due gruppetti separati di biglie in vostro possesso, un solo gruppo completamente circondato dall’avversario, due gruppi in posizione centrale incastrati insieme…

Abalone free per Android è un’ottima app da avere se vi piace il gioco, anche perché costituisce una utilissima occasione di studio di scenari delicati e difficili da “isolare” in partita completa.

…Continuate a seguirmi in questo viaggio sempre più appassionante, prossimamente riprenderemo il discorso sull’apprendimento nel gioco da tavolo, sempre con foto e un paio di link extra interessanti! 😉

Ale Friend

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3 pensieri su “PERCHE’ SI’: Abalone

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