PERCHE’ SI’: Legendary Encounters – Alien deckbuilding game

Legendary Encounters è un gioco che ho fatto provare parecchio, da quando ci ho messo le mani:

il gioco è veramente figo, diciamolo subito. Ne parlerò esaurientemente visto che da noi è poco diffuso – e a mio avviso meriterebbe decisamente più successo. E’ un gioco che dà veramente tanto, ma che chiede anche. Ha infatti delle vulnerabilità che evidenzieremo.

Partiamo evidenziando i soggetti interessati: gli amanti della saga Alien. Se vi piacciono i film e le atmosfere della saga, in questo Legendary Encounters ne vedrete delle belle. Essendo poi un deck-building, questo titolo darà il massimo a coloro che oltre alla saga hanno familiarità con le dinamiche dei giochi di carte.

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La scatola ha il suo peso, e all’apertura si trovano… quasi solo carte! Sono ben 600, divise in una miriade di sotto mazzetti, a cui si aggiunge un lussuosissimo tabellone in gommapiuma, simile a un tappetino gigante per il mouse.

Premettiamo anche una cosa: probabilmente vorrete imbustare le carte. In primis abbiamo un deckbuilding con frequentissimi rimescolamenti, e soprattutto le carte non devono essere riconoscibili a causa di pieghe o strappi. Dunque all’acquisto potreste dover mettere in conto anche tante foderine.

Prima di godere al massimo dell’esperienza di gioco, avrete ora da affrontare due preparativi; imbustare tutto e suddividere i mazzetti nella scatola. (Qui ci vengono incontro tantissimi cartoncini divisori contenuti nel gioco stesso; lo pagate bene, ma lui vi ridà indietro tanti bei dettagli.)

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Il tappetino di gomma che fa da tabellone al gioco. Tutto si colloca qui sopra, ad eccezione delle carte dei giocatori, che lo andranno a circondare.

ENTRIAMO NEL GIOCO.

A livello di meccaniche ci troviamo di fronte a un deckbuilding canonico – inserito nell’ambientazione di Alien e reso cooperativo: un punto di forza per l’apprendimento, perché se avete già giocato Star Realms, Cthulhu Realms o affini vi troverete davanti esattamente lo stesso motore. (Nello specifico il pool centrale di 5 carte, con una pila parallela di carte tutte uguali sempre disponibili: sono gli spazi HQ, Barracks e Sergeant in basso sul tabellone. Inoltre avrete le famiglie di simboli che ripetendosi nel turno innescano combo.)

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La parte inferiore del tabellone è dedicata al deckbuilding dei giocatori, mentre l’area superiore è quella su cui si articola lo scenario, con i diversi mazzi necessari.

Scopo del gioco, attraverso la costruzione del proprio mazzo, è chiaramente sopravvivere, e portare a termini ciascuno scenario – costituito da 3 obiettivi.

Un grandissimo elogio va al fatto che i 4 scenari sono esattamente i 4 film, e ciascuno degli obiettivi riprende scene cruciali della saga. Inoltre anche le meccaniche di realizzazione degli obiettivi sono caratterizzate e tematizzate davvero bene. In Legendary Encounters rivivrete i film di Alien; vi sentirete davvero a chiudere portelli, installare torrette di guardia, isolare stanze, liberare prigionieri.

Ogni giocatore interpreterà un personaggio (tecnico, ricercatrice, fuciliere, comandante, cyborg… in tutto sono 10) riconducibile alla saga, e avrà un avatar con la sua vita e una carta speciale da mescolare al suo mazzo fin dall’inizio della partita.

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Personaggi e carte speciali. Ogni carta speciale è molto forte e caratterizzante, e permette di esprimere in gameplay diverse capacità e tratti individuali.

La struttura del turno è veramente semplice. Hai sei carte in mano: le giochi tutte (eventuali carte inutilizzate sono sprecate), spendi i punti reclutamento e i punti danno come vuoi, inneschi le combo, scarti tutto e ripeschi 6. A mazzo esaurito si rimescola tutto… Esatto, proprio come Star Realms!

IL DECKBUILDING – La struttura del gioco

La costruzione del mazzo è abbastanza canonica.

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Le carte iniziali, Grunt e Specialist. Propulsori abbastanza fiacchi, come in tutti i giochi della categoria, vi forniscono solo 1 punto reclutamento o 1 punto danno. Eppure una gestione oculata e fruttifera del mazzo vi richiederà di valorizzare al massimo queste carte.

Ogni giocatore parte con 13 carte nel mazzo: 5 Grunt (1 punto attacco), 7 Specialist (1 punto acquisto) più la sua carta speciale. I punti reclutamento (stelline) possono essere spesi per comprare Sergenti (tutti uguali) o Barracks (appartenenti a varie famiglie).

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Alcuni Sergenti, carte molto pratiche nelle prime fasi del gioco.

Sergenti sono carte a costo 3 che danno 2 punti acquisto, e possono appartenere ad una qualsiasi delle 5 famiglie di simboli. In più sono carte che permettono di Coordinarsicome vedremo meglio tra poco.

Le carte centrali invece sono di tantissimi tipi, e sostanzialmente offrono punti acquisto o punti danno, abilità e magari qualche effetto innescato dalla compresenza di altre carte della stessa famiglia: qui invece andiamo da piccole carte abbastanza utili a vere bombe per il proprio mazzo. Dunque, come in Star Realms, ci potremo orientare su delle famiglie di simboli, ricorrendo alle carte neutre a inizio partita per avviare la crescita del mazzo o per quei momenti in cui proprio non esce nulla di interessante per noi.

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Alcune copie delle Barracks: in grande il costo, in alto il simbolo della famiglia, poi i punti garantiti e l’effetto.

Come tutti i giochi della categoria, inizialmente dovremo spingere il mazzo a una rapida crescita, per poi iniziare a puntare alle carte grosse che una volta entrate nel mazzo possono veramente fare la differenza. Per lo stesso principio di efficienza, può accadere di lasciare anche diversi punti reclutamento non spesi. Meglio non acquistare che ritrovarsi carte subottimali, specie se di famiglie differenti. Consideriamo inoltre che, rispetto ad altri deckbuilding, qui è molto più raro potersi liberare definitivamente di una carta. Ciò che entra in circolo resterà in circolo dunque.

COOPERAZIONE – l’unione fa la forza

La cooperazione è relativamente semplice: non ci si possono scambiare carte; ci si fa spalla nell’eliminare alieni o raggiungere gli obiettivi e ci si può coordinare grazie ad alcune carte (fra cui i Sergeant di poco fa).

Una carta con l’abilità Coordinate (sempre bello scritto in rosso sulle carte) può essere giocata fuori dal proprio turno per aiutare un compagno. Il giocatore fuori turno gioca la carta, la scarta e ne pesca una di rimpiazzo mentre chi riceve il coordinamento può considerare come se la carta fosse stata sua. Ciò gli permette di acquisire qualche punto in più in attacco o acquisto o anche di sfruttarne la famiglia per innescare le tanto agognate combo. Beneficio dunque per chi fornisce aiuto, poiché si sbarazza di una carta meno utile durante il proprio turno pescandone una nuova; beneficio di chi aiuto lo riceve, per i bonus appena detti.

Trucco semplice quanto efficace.

SCENARI – il tema in gioco

La magia del gioco si accende intorno agli scenari, invece.

Il tema dominante è quello di cooperazione per la sopravvivenza, di buio e claustrofobia in un gioco sorprendentemente veloce.

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Il Tabellone è un po’ macchinoso da familiarizzare, ma una volta imparato permette di giocare molto molto velocemente (specie in solitaria.)

Sul tabellone trovano posto diversi mazzi: il mazzo Hive (lo sciame di alieni ed eventi che avanzano), il mazzo Ferite, una riserva di Facehugger e Chestburster,  il mazzetto degli obiettivi e della locazione e i molti spazi per gli scarti di ciascuno di essi.

Diciamo da subito che i preparativi per il set-up sono abbastanza laboriosi, e un po’ più scomodo è lo smontaggio, quando l’insieme di carte mescolate va suddiviso per i vari mazzetti – peraltro segnati con scritte piccole piccole 😦 .

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Locazione ed obiettivi; le guide per lo scenario sono direttamente sul tabellone.

Le regole degli scenari sono pubblicamente riportate sulle corrispondenti carte, che spiegano anche tutte le regole speciali degli stessi. La locazione ci dice anche cosa fanno le 3 carte Hazard quando rivelate (gli Hazard sono un po’ le grosse sfighe, ma ce n’è solo uno per ciascun obiettivo). Gli Eventi invece sono più frequenti, e il loro effetto è descritto sulle carte Obiettivo. Ora sembra complicato, ma quando avrete le carte davanti capirete al primo sguardo. Diciamo che Evento può essere una ferita da distrazione, mentre Hazard è la procedura di autodistruzione dell’astronave!

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Durante la partita il tabellone pullula di alieni, ferite, azioni adrenaliniche e insidie. Siete avvisati. In alto e centrali abbiamo il Complex (carte coperte), e la Combat Zone (carte scoperte.) A destra i vari scarti.

Il colpo di genio avviene con le Hive. Questo mazzo avanza di una carta a turno (nel turno di ogni giocatore) a partire dall’esterno della nave fin verso il centro, la Combat Zone. In questo mazzo ci sono Alieni, Eventi, Hazard e (pochissimi) sopravvissuti. (Ricordate il gatto nel primo film?) Ma sono sempre nascosti.

Voi sentite dei rumori. Sentite che c’è qualcosa, lì vicino. Qualcosa che cammina? O una paratia che sbatte? Voi non vedete; non sapete. Ma qualcosa c’è. Prendereste una torcia per andare a vedere?

Le carte Hive avanzano coperte, fin quando non si spendono punti attacco per Scansionare le stanze: a quel punto ci si può svelare un Hazard o un Evento – che si applica immediatamente – o un Alieno. Di solito, finché sono nel Complex, gli alieni non sono pericolosi, ed è possibile “attaccarli a distanza di sicurezza”.

Man mano che questi avanzano invece, arrivano alla Combat Zone, l’area comune, da cui inizieranno a colpirci ad ogni turno. Inoltre, la Combat Zone può ospitare infiniti alieni, motivo per cui l’ondata va arginata PRIMA di diventare insostenibile (e non si può usare il vecchio trucco di Leonida alle Termopili).

Sconfiggere gli alieni è semplice, basta spendere sufficienti punti danno (però così facendo li si sottrae a potenziali scansioni dell’astronave…)

E adesso che siete assediati, sceglierete di difendervi? O azzarderete a scoprirvi per tentare di prevenire un male peggiore che potrebbe essere dietro l’angolo? Talvolta si è fortunati, e si viene mancati da pungiglioni, acido, artigli. Alcuni, però, sono morti, nel tentativo. COSA PENSERA’ DI VOI LA SORTE?

FLUSSO DI GIOCO

Il flusso di gioco in questo Legendary Encounters è veloce e coinvolgente; ad un primo impatto non si realizzano le sinergie fra le carte, ma appena presa la mano con lo scorrimento del gioco e (un pelino più difficile) con la costruzione efficace del proprio mazzo il tempo vola, con la dinamicità tipica dei giochi pieni di combo… Si finisce la partita subito desiderosi di farne un’altra, per impossessarsi di ancora più sinergie.

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Pronti ad aprire il fuoco; il gioco è veloce, cattivo, e ci butta MOLTO velocemente nei guai.

Tempi morti inesistenti; come card game, tutti i giocatori sono coinvolti nel veder crescere i punti acquisto e soprattutto i danni da fare agli alieni – e gran vantaggio è il poter parlare insieme delle azioni da intraprendere. I turni poi sono molto rapidi, e molto pathos si crea quando eventi, alieni e altre situazioni impreviste si manifestano.

A livello psicologico Legendary Encounters unisce il gusto dei giochi di carte al pathos dei giochi d’azione american. L’atmosfera come detto è di claustrofobia e angoscia, ma il sistema ci regala grande esaltazione alla riuscita delle combo, nel momento in cui si sopravvive a minacce e aggressioni e adrenalina alla riuscita degli obiettivi più difficili. In tutto questo, poi, si fa squadra.

L’andamento delle partite però è molto mutevole; la difficoltà può essere adattata, ma a parità della stessa si può finire lo scenario agevolmente quando a scelte giuste si aggiungono carte favorevoli, e viceversa si può venire falciati velocemente se si innescano troppo vicini degli effetti nefasti o quando alcune carte utili a avviare il mazzo non si presentano per diverso tempo.

La natura fortunosa del gioco però non pesa, data la brevità di una partita. Uno scenario concluso con successo infatti si attesta intorno ai 45 minuti (in solitaria o in due) per superare l’ora quando si è dai 3 ai 5

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Ferite: si viaggia dai mancati, a ferite lievi, fino a emorragie devastanti. 

Tre sono le sorgenti aleatorie del gioco: la pesca di ferite, che passano da innocue a devastanti e l’ordine di uscita sia delle Barracks (le carte da acquistaresia ovviamente delle Hive, che possono regalare bruttissime combo negative fra alieni ed eventi. Provare per capire; vale la pena.

Ora prima di tirare le somme e riassumere con un quadro d’insieme, voglio darvi qualche chicca.

PERLE SUL TEMA

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Nell’immaginario collettivo, Alien richiama subito QUESTE scene.

Come abbiamo detto Legendary Encounters ha una resa eccellente dell’ambientazione: si respirano i bui condotti dell’astronave, i rumori indistinti e gli sciami in agguato da tutte le direzioni. Si percepiscono le azioni eroiche o sfortunate. Il meccanismo diverte, la tensione resta alta. Ci sono però dei particolari che sono dei veri colpi di genio rispetto al tema originale.

  • In primo luogo il meccanismo dei Facehugger e della nascita di un nuovo alieno; quando un Facehugger resta attaccato per due turni a un giocatore senza venire abbattuto, esso impianta un uovo – che come sappiamo dai film prima o poi si schiuderà. Per simularlo il giocatore acquisisce una carta Chestburster, che finisce nei suoi scarti e poi si rimescolerà al mazzo. Nel momento in cui il giocatore ripescherà questa carta, morirà all’istante. E’ molto adrenalinico trovarsi davanti una di queste minacce perché non sempre può essere affrontata con la forza bruta. A volte sarà questione di fortuna, altre di scaltrezza (esistono rari effetti che rimuovono dagli scarti una carta; riuscirci al momento giusto dà veramente l’idea di aver espiantato in extremis l’organismo intruso. E fino a quel momento ogni carta pescata ci fa sentire a un passo dalla fine, e questa è davvero una tensione azzeccatissima.)
  • Una variante per giocatori avanzati prevede che il giocatore ucciso da un Facehugger invece di uscire dal gioco rimanga come Giocatore AlienoIl neonato organismo esce fuori e inizia subito la sua caccia – mentre il giocatore ottiene un avatar alieno con un proprio potere speciale e un suo mazzo di poteri da esercitare.
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Avatar alieni e mazzo del giocatore. Accadrà sporadicamente di diventare alieni, ma quando accade è davvero coinvolgente!

  • Ruoli nascosti: il gioco può diventare un cooperativo con traditore, presentando anche due varianti validissime. Nella prima si ricevono i ruoli coperti nella forma di carte, e si aggiungono al mazzo Hive delle Agende. Quando esse vengono svelate, come una sorta di Fuga Dati, il giocatore scelto svela il proprio allineamento. Da quel momento non sarà più protetto dal segreto, ma acquisirà in compenso la propria carta ruolo da aggiungere al mazzo. Inutile dire che, buone o cattive che siano, le carte ruolo hanno effetti decisamente potenti, poiché un traditore svelato non si farà decisamente scrupoli a ricorrere a mezzi molto drastici.
    La seconda variante prevede che i giocatori ricevano a inizio partita un ruolo ma non lo guardino. Analogamente le Agende in partita permetteranno di far luce sui ruoli di ciascuno. Qui il bello sta nel fatto che nessuno sa se è un traditore, per cui tutti giocheranno come corpo unito, inizialmente. Ma cosa succede se nel bel mezzo della missione si riceve l’ordine di eliminare tutti i membri della ciurma?D’altro canto è la tua unica possibilità se vuoi tornare a casa vivo.”
  • Segnalo inoltre questa variante fanmade pensata per alzare la difficoltà del gioco in solitario: Paralysing Fear variante solitario
  • E’ poi disponibile la versione Predator; stesso gioco, diverse carte e scenari, comprendenti la modalità competitiva (caccia ai trofei) che ci farà vestire i panni di cacciatori spaziali, e persino le regole per combinare le due scatole e ottenere una vera guerriglia deckbuilding stile Alien Vs Predator. Tamarragine a palate.

 

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Sareste disposti DOPO gli Alien ad affrontare anche i Predator? Io non vedo l’ora…

CONCLUSIONI 

Il gioco è costoso e l’acquisto va valutato: ma se amate la saga Alien o i giochi con atmosfera affine non saranno soldi spesi in un soprammobile.

Legendary Encounters è veloce (poco più di un’ora), altamente rigiocabile e personalizzabile, proponibile da 1 a 5 giocatori senza timori, ambientatissimo e giustamente “epico”. Inoltre è complessa la gestione del gioco, ma la partita si offre anche a neofiti totali. E’ sufficiente che il padrone del gioco sappia gestire i vari mazzi e le regolette degli eventi; i giocatori imparano in fretta il flusso di gioco e presto imparano anche a gestire l’ambiente esterno.

Il gioco comunque ha dei lati deboli che vanno evidenziati:

  • Set-up e smontaggio laboriosi. I mazzetti sono contraddistinti da simboli o da scritte in basso piuttosto piccole, e ad ogni fine partita occorre separare tutti i mazzetti, con tutto il rischio di lasciar fuori qualcosa
  • Discreta componente di fortuna: alcune missioni vanno in discesa, altre falciano molto presto. Dipende dagli scenari, da come si combina l’uscita delle carte acquistabili e da come si combinano (crudelmente) le Hive. Legendary Encounters è un deck-building, non va preso come uno strategico.
  • Al variare dei giocatori, è difficile modularne la difficoltà. Il mazzo Hive è sempre lo stesso: più giocatori si è, più i singoli mazzi crescono lentamente rispetto al mazzo nemico. Il gioco consiglia un espediente per aggiustare la difficoltà (diluire le Hive con carte Drone) ma in solitario esso risulta molto facile, e in 4 o 5 difficilissimo. Sta dunque al giocatore usare degli accorgimenti per livellare la difficoltà. Il mio consiglio è: da soli o in due, non inserire droni, in 3, 4 o 5 inserire in ciascuna sezione delle Hive droni pari al numero di giocatori (eventualmente ritoccando nelle partite successive). In partita poi, in base all’andamento, si può decidere se dare un turno di stop all’ondata appena viene completato un obiettivo (“ora si tira il fiato, ma pronti a ripartire“) piuttosto che far scorrere due carte invece di una (“non crederai sia troppo facile…“). Datevi alcune partite di rodaggio, e anche dopo un po’ di tempo certi scenari possono uscir fuori troppo facili o troppo difficili. Sappiate che fa parte del gioco, e quindi spesso vi dovrete regolare a spanne.

Nonostante tutto, consiglio davvero questo Legendary Encounters. Data la sua tipologia di gioco, non si accavalla affatto agli altri cooperativi filmografici che affollano i tavoli, unendo in forma snella e veloce il dinamismo dei card game al pathos dei giochi american d’azione.

Video tutorial di Alkyla:

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