Solitari fantastici e dove trovarli

Una domanda molto ricorrente è: “Migliori giochi da fare in solitario?”

Un po’ tutti ci accalchiamo a dare le risposte esaustive. Non ce ne sono, di anno in anno escono perle o ne abbiamo di grandiose in generi che magari frequentiamo poco. Raccolgo qui tre link in cui potete avere una panoramica più e meno argomentata. Non badate più di tanto alle classifiche, ma prendetele come pool da cui estrarre titoli senz’altro significativi. Continua a leggere

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IL PIACERE DELLA FATICA – sfida di design e feeling

Scrivo questo editoriale a pochi giorni dall’arrivo dell’attesissimo THE 7TH CONTINENT. Per ragioni di tema, e per non richiedere una campagna legacy solo nella preparazione e stoccaggio del gioco (arriva pronto), l’hype su questo titolo da parte mia è stato altissimo: (con Gloomhaven avevo meno smania perché mi aspettava parecchio lavoro preliminare). Ma mentre l’hype è passeggero, i diari non lo sono – e in concomitanza con la lettura del regolamento ho sentito di buttare giù qualche pensiero. Continua a leggere

Bibliografia Ludica: un resoconto

Per tutti gli appassionati, o i cultori, del mondo del gioco, una domanda prima  o poi sorge spontanea. Quali libri posso leggere per documentarmi? Magari aspirate a inventare giochi, o volete farvi una cultura per conoscere più tecnicamente questo mondo al di fuori della sola bulimia di recensioni; quale che sia il caso, ho pensato di fornire qui una bibliografia ragionata, riportando un po’ tutti i libri del settore da me letti finora e un veloce giudizio sul contenuto e sulla priorità che, a mio parere, potete dargli nel decidere cosa leggere.

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Giocare Arricchisce

Uno dei valori portanti di questo blog e del mio modo di divulgare il gioco è il sapere quanto possa essere stimolante e arricchente per la qualità della vita.

Un appassionato di questo mondo, come un appassionato di sport, fai da te o narrativa non ha certo bisogno di sentirselo dire; lo vive, lo esperisce e ci crede.

Ma un curioso, specie fra i non addetti ai lavori, potrebbe volere chiarimenti sul modo in cui questo hobby può essere così stimolante e utile. 

Ho dedicato diversi articoli per gettare ponti e ampliare prospettive, ma penso sia particolarmente utile fare una panoramica introduttiva qui; e allora accenniamo alcune aree particolarmente vicine alla pratica di quest’hobby. Continua a leggere

Intervista – Gabriele Mari, game design e educazione

Gabriele, autore di giochi fra cui Lettere da Whitechapel, Whitehall, Hunt for the Ring e Raccontami una Storia lavora a stretto contatto con Sir Chester Cobblepot, una casa produttrice che si impegna ad avere un alto profilo qualitativo.

 E’ però anche padre, educatore tout court ed educatore “ludico”, dato che si occupa di creare veri giochi educativi per bambini affetti da forme autistiche. Questo bagaglio di competenze ne fa una persona titolata come non molti a vedere i nessi fra giochi ed educazione.

 Questa intervista vuole proprio sviscerare alcuni di questi ponti, sorprendentemente solidi, che si intravedono fra gioco, educazione, formazione e design/progettazione. Proveremo a parlare di filosofia, concezioni e casi. Ci auguriamo di darvi spunti utili Continua a leggere

Ale Friend, che giocatore sei?

Giocando qua e là, per motivi di recensione o per circostanze e gusti personali, ho notato che mi capita abbastanza di farmi opinioni diverse da quanto va in voga nella community o su BGG, che spesso viene considerato un po’ il codice civile e penale del gioco da tavolo.

Chi è già un patito del settore non ha bisogno di nulla se non di confronti e testimonianze, per capire cosa fa al fatto suo e cosa no; ma qualcuno che stia iniziando in questo hobby (o che si stia allargando ad una tipologia che non conosce) è leggermente meno autonomo e inizialmente si farà guidare da persone di fiducia.

Secondo me dunque è utile che il recensore si racconti bene, così da farsi contestualizzare dal suo pubblico. Conoscendo i gusti del giudicante, chi lo segue può giudicare a sua volta. Tale spunto è emerso anche come feedback a Sgananzium, proprio di recente – e colgo il momento per scrivere un diario ludico di me che recensisco tanto in questo sito o mi pronuncio in Tana o su Facebook. Continua a leggere

Longevità, Varietà, Approfondimento nei giochi

Oggi voglio gettare uno spunto sul nostro approccio ai giochi da tavolo.

Questa riflessione prende le mosse da una serie di osservazioni che stavo facendo esplorando i giochi (sono un giocatore per lo più intensivo: nel senso che impugno una rosa di 5/6 titoli fra gestionali, astratti e qualcos’altro e cerco di giocarli a ripetizione per 5 o meglio 10 partite – al fine di poterli descrivere bene e padroneggiarne abbastanza le casistiche). 

A questo mio approccio si è aggiunto l’interessante topic in Tana dei Goblin Varietà vs Longevità, che sollevava proprio una simile questione. E anche diverse domande e discussioni su Facebook o sul forum mi sembrano tangere questo concetto.

Ecco perché voglio dare una proposta di lettura sulla questione. Il punto sta nella dialettica (tensione fra due fattori contrapposti, che arrivano ad un equilibrio attraverso il loro scontrarsi) fra Senso di Novità/Varietà e Senso di Approfondimento/Maestria. Continua a leggere

Non Chiamatelo Gioco

Articolo di esordio Di Fabrizio Grugnaletti. 

La tendenza ad usare impropriamente la parola “gioco” per indicare quei fenomeni che con il gioco non hanno nulla a che fare, è cosa nota della quale non riusciamo ancora a liberarci.

È recente il fantomatico fenomeno del Blue Whale che parrebbe essere spuntato fuori dal social network russo Vkontakte e secondo cui dei ragazzi, adescati da un cosiddetto master, ne seguirebbero le istruzioni passo passo fino a togliersi la vita.

Fantomatico perché, come anche Andrea Angiolino dimostra in un suo eccellente articolo, l’intera storia del Blue Whale pare essere nient’altro che una vera e propria bufala, tra l’altro nemmeno troppo recente. Se vi siete anche solo parzialmente interessati all’argomento vi consiglio caldamente di leggerlo.

Ma in questo caso non mi interessa tanto analizzare la dinamica di propagazione dell’ennesima fake news del web quanto il linguaggio che è stato ancora una volta scelto dalla macchina dell’informazione (che per inciso, alla scoperta che questo Blue Whale tanto urlato nemmeno esistesse si è improvvisamente zittita facendo cadere il discorso in un assordante silenzio vecchio stile) e magari cercare anche di capire il ragionamento che sta dietro certe scelte. Continua a leggere

Through the Ages: guida introduttiva

«Questo articolo è un guest post di Vincent per Le Parti e il Tutto; l’idea di fare un qualcosa di utile per il lettore ha portato a questa guida introduttiva per il grandissimo capolavoro di Vlaada Chvatìl – che effettivamente nelle prime due partite può riservare brutte sorprese. Trovando dei perfetti punti di contatto fra la sua esperienza e la mia, ho aggiunto alcuni miei commenti nel mezzo del discorso, riconoscibili dal virgolettato e la sigla AF.»

«Lascio dunque la parola a Vincent per parlare di Through the Ages: a new story of civilization.»

Ricordo la mia prima partita a Through The Ages: fu un’esperienza terribile. Non ero molto ferrato con i gestionali, men che meno con i cinghiali e mi ritrovai ad arrivare alla terza era con una civiltà pessima; ovviamente dovetti concedere la partita. Dopo un po’ di tempo lo riprovai ma, nonostante fossi migliorato come giocatore, avevo sempre lo stesso problema: non sapevo mai su quali scelte orientarmi, che cosa guardare per leggere la situazione. Giocando con altre persone alle prime armi ho riscontrato che il mio disorientamento è comune a un sacco di giocatori. Through The Ages pecca di chiarezza iniziale ed è facile cascare nei soliti errori. Conscio di questo ho deciso di scrivere una guida per aiutare a rendere godibili le prime partite senza necessariamente avere una soglia superiore alle 10 partite. Continua a leggere

Giochi da Tavolo e “Competenze Chiave” nel Mercato #1

Voglio condividere qui alcuni spunti ed analogie che ho riscontrato fra l’hobby del gioco da tavolo e le “Competenze Chiavedelineate da alcuni programmi di ricerca europei studiati per un esame.

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Noi appassionati, come probabilmente saprete, crediamo moltissimo nel valore formativo del gioco moderno (ossia il gioco frutto di un game design maturo). Ancora pochi però sono i riferimenti accademici e scientifici cui appellarsi nel presentare questi concetti. Ecco perché a mio avviso cercare questi ponti è al momento utile e importante.

Durante un esame ho studiato le cornici concettuali e metodologiche di alcuni programmi europei realizzati per inquadrare lo stato dell’educazione/formazione e la sua importanza nella popolazione adulta. 

Uno di questi progetti, chiamato DeSeCo e avviato nei primi anni Duemila dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), aveva il cruciale compito di DEfinire e SElezionare le COmpetenze Chiave, ossia quelle competenze ritenute fondamentali nel mondo di oggi a prescindere dal settore professionale. Ne sono emersi risultati davvero interessanti, cui mi appoggerò qui per un ponte col mondo dei Giochi da tavolo. Continua a leggere