Mente, Cuore e Gioco – spunti su formazione e didattica

Recentemente, per abbracciare meglio tutto il contenuto chiamato in causa da questo blog ho modificato l’intestazione in “Emozione, Cultura e Formazione del Gioco”, perché oltre agli aspetti più intellettuali nelle analisi di giochi o nella lettura del gioco come spunto potenziante ho sempre dato molto spazio anche all’emozione scaturita dai giochi trattati.

A questo punto, dopo aver parlato per svariate settimane di più e più giochi, mi sembra opportuno anche fare un punto su come tutti questi giochi osservati qui si collochino in concreto in una prospettiva formativa. Ci sarebbe molto da dire, poiché quest’area ancora non è strutturata nemmeno a livello scientifico o operativo. Continua a leggere

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Bibliografia Ludica: un resoconto

Per tutti gli appassionati, o i cultori, del mondo del gioco, una domanda prima  o poi sorge spontanea. Quali libri posso leggere per documentarmi? Magari aspirate a inventare giochi, o volete farvi una cultura per conoscere più tecnicamente questo mondo al di fuori della sola bulimia di recensioni; quale che sia il caso, ho pensato di fornire qui una bibliografia ragionata, riportando un po’ tutti i libri del settore da me letti finora e un veloce giudizio sul contenuto e sulla priorità che, a mio parere, potete dargli nel decidere cosa leggere.

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Intervista: Walter Nuccio, game design, progettazione di giochi

Oggi intervistiamo Walter Nuccio, in un “interrogatorio” che ha avuto mesi di gestazione. Se non conoscete Walter NON lo presento; è già tutto motivato nell’intervista che andrete a leggere. Ribadisco solo che sin da quando ha creato su Gioconauta la rubrica La Parola al Designer ho trovato in lui una penna esemplare e da seguire con interesse.

Il passo successivo, leggere il suo libro e dedicargli uno spazio dove valorizzare la profondità degli argomenti da lui trattati, è stato naturale. Vi lascio dunque alla lettura, buon divertimento! Continua a leggere

Giocare Arricchisce

Uno dei valori portanti di questo blog e del mio modo di divulgare il gioco è il sapere quanto possa essere stimolante e arricchente per la qualità della vita.

Un appassionato di questo mondo, come un appassionato di sport, fai da te o narrativa non ha certo bisogno di sentirselo dire; lo vive, lo esperisce e ci crede.

Ma un curioso, specie fra i non addetti ai lavori, potrebbe volere chiarimenti sul modo in cui questo hobby può essere così stimolante e utile. 

Ho dedicato diversi articoli per gettare ponti e ampliare prospettive, ma penso sia particolarmente utile fare una panoramica introduttiva qui; e allora accenniamo alcune aree particolarmente vicine alla pratica di quest’hobby. Continua a leggere

Intervista – Gabriele Mari, game design e educazione

Gabriele, autore di giochi fra cui Lettere da Whitechapel, Whitehall, Hunt for the Ring e Raccontami una Storia lavora a stretto contatto con Sir Chester Cobblepot, una casa produttrice che si impegna ad avere un alto profilo qualitativo.

 E’ però anche padre, educatore tout court ed educatore “ludico”, dato che si occupa di creare veri giochi educativi per bambini affetti da forme autistiche. Questo bagaglio di competenze ne fa una persona titolata come non molti a vedere i nessi fra giochi ed educazione.

 Questa intervista vuole proprio sviscerare alcuni di questi ponti, sorprendentemente solidi, che si intravedono fra gioco, educazione, formazione e design/progettazione. Proveremo a parlare di filosofia, concezioni e casi. Ci auguriamo di darvi spunti utili Continua a leggere

Intervista: Spartan e 7 Wonders Duel Solo mode

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Sono rimasto dichiaratamente colpito dall’intelligenza della variante solitario di 7 Wonders Duel; forse perché è la prima volta che mi trovo davanti ad un bot così ben articolato di origine amatoriale, ma trovo che sia davvero un lavoro da osservare e su cui farsi domande. Ecco perché ho pensato a questa intervista, in modo da fornire risposte a chi, come me, può chiedersi spontaneamente qualcosa nel vedere il gioco in questa variante.

1 – Ciao Spartan; dedichiamoci tutto il tempo necessario per sviscerare il discorso. Cominciamo da te: che persona sei e che mentalità hai? La tua forma mentis può essere espressa dalla tua professione, dal tuo modo di essere gamer o da altri hobby e altra formazione avuta. Facci capire di più su chi è l’autore di Solo:

«Innanzitutto un saluto a te e a tutti i lettori. Partiamo subito! Penso che il miglior modo per descrivermi sia riportare il trafiletto di un articolo scritto sul sito della Tana dei Goblin dal mio amico di lunga data  Agzaroth. Eccone un assaggio:

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Giochi da Tavolo e “Competenze Chiave” nel Mercato #1

Voglio condividere qui alcuni spunti ed analogie che ho riscontrato fra l’hobby del gioco da tavolo e le “Competenze Chiavedelineate da alcuni programmi di ricerca europei studiati per un esame.

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Noi appassionati, come probabilmente saprete, crediamo moltissimo nel valore formativo del gioco moderno (ossia il gioco frutto di un game design maturo). Ancora pochi però sono i riferimenti accademici e scientifici cui appellarsi nel presentare questi concetti. Ecco perché a mio avviso cercare questi ponti è al momento utile e importante.

Durante un esame ho studiato le cornici concettuali e metodologiche di alcuni programmi europei realizzati per inquadrare lo stato dell’educazione/formazione e la sua importanza nella popolazione adulta. 

Uno di questi progetti, chiamato DeSeCo e avviato nei primi anni Duemila dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), aveva il cruciale compito di DEfinire e SElezionare le COmpetenze Chiave, ossia quelle competenze ritenute fondamentali nel mondo di oggi a prescindere dal settore professionale. Ne sono emersi risultati davvero interessanti, cui mi appoggerò qui per un ponte col mondo dei Giochi da tavolo. Continua a leggere

Giochi da tavolo e “Competenze Chiave” nel mercato #2

VENIAMO ORA ALLE COMPETENZE CHIAVE

Se finora si è parlato di competenze in generale, vediamo cosa è emerso con DeSeCo nella ricerca di quelle cruciali: ai diversi paesi partecipanti è stato chiesto di sottolineare delle competenze chiave, che poi sono state vagliate dal team di ricerca OCSE.

Per assurgere a competenze chiave, appunto, queste devono essere basilari e valorizzabili in qualsiasi contesto del mondo moderno, o quasi, senza distorsioni culturali (cosa che, banalizzando, boccerebbe competenze legate alla storia, alla geografia o alla matematica, dacché competenze acquisibili e valide sono in contesti circostanziali. Basti pensare che in America non si studiano il medioevo o la storia d’Europa, e tali competenze non sono così basilari. La stessa matematica, che è molto abbracciata a concetti come il QI è relativa, perché non può misurare l’intelligenza di persone al di fuori del nostro sistema di alfabetizzazione.)

Più di 600 competenze sono giunte ai ricercatori, che hanno dovuto sgrossarne l’insieme e cercare un substrato comune. A cosa sono arrivati dunque? Continua a leggere

IL MESTIERE DEL GAME DESIGN – Intervista multipla

E’ con enorme piacere che vi presento questo pezzo, del quale sono estremamente fiero;

da studente di Formazione e Sviluppo delle Risorse Umane, appassionato di psicologia dell’apprendimento, sviluppo delle competenze e quant’altro, quando ho scoperto il mondo della progettazione dei giochi da tavolo non ho potuto non chiedermi da subito cosa cercare per approfondire – imparare le procedure, avvicinarmi alla mentalità del progettista e descrivere meglio come si pone nel suo lavoro.

In seguito ad Idea G Roma, di cui ho parlato qui, è nata l’idea di una intervista approfondita – e da bravo entusiastone quale sono ho messo in mezzo molti dei nostri game designer più prestigiosi o sulla cresta dell’onda.

A questa intervista sinottica dunque rispondono Walter Obert, Andrea Angiolino, Andrea Chiarvesio, Simone Luciani, Daniele Tascini, Gabriele Mari, Erik Burigo e Stefano Castelli. Buon divertimento.

Due considerazioni in partenza. Essendo spaziosa, ho preferito organizzare l’intervista in sotto articoli: qui avrete dunque il totale delle domande. Cliccando su ciascuna potrete andare a leggere le risposte di tutti gli autori. Vi richiederà qualche click in più, ma non avrete davanti un testo a scorrimento infinito e potrete leggerla in parti coese. Continua a leggere

LEARNING ON (THE) BOARD: Giochi da Tavolo e pratica di Apprendimento Adulto(3)

Chiudiamo con questa sezione la passeggiata fra le idee di Malcolm Knowles e la pratica di gioco da tavolo, la cui profondità e ricchezza di stimoli si svela a tutti i giocatori che abbiano un po’ di costanza e dedizione.

Ci siamo lasciati dopo aver parlato dei 6 principi di apprendimento adulto, e aver evidenziato come feedback reciproci, punteggi autodiagnostici e simulazione siano 3 caratteristiche talmente portanti nella pratica di gioco da tavolo da non richiedere nemmeno un commento (e infatti lascerò che siate voi a trarre delle valutazioni su questo punto…)

Ora incontreremo un po’ di idee sparse sull’apprendimento adulto, e valuteremo insieme come queste si esprimano nell’attività che stiamo analizzando. Continua a leggere